Verso il Pontificato

Verso il Pontificato

Capitolo 2: Il Percorso verso il Pontificato.


Ascolta “Verso il Pontificato” su Spreaker.

2.1 L’arcivescovado di Buenos Aires.

Nel 1998, Jorge Mario Bergoglio fu nominato arcivescovo di Buenos Aires. In quel ruolo, continuò a vivere con umiltà, preferendo abitare in un piccolo appartamento anziché nella residenza arcivescovile. Si dedicò profondamente alla pastorale, visitando personalmente le parrocchie, incontrando i fedeli e preoccupandosi di chi viveva in povertà. La sua attenzione per i più bisognosi e la sua disponibilità ad ascoltare anche gli ultimi lo resero molto popolare tra la gente.

Una citazione che potrebbe rappresentare questa fase potrebbe essere:

“L’amore di Dio è vicino, non è lontano. Siamo noi che ci allontaniamo da Lui.” – Papa Francesco

Aneddoti come il fatto che Bergoglio, nonostante fosse arcivescovo, prediligesse l’uso dei mezzi pubblici per spostarsi in città, o come si preoccupasse di non vivere in una residenza lussuosa, ma in un semplice appartamento, testimoniano la sua vicinanza al popolo. Non temeva di essere visto dalla gente, e piuttosto che circondarsi di lusso, preferiva condividere la sua vita con chi viveva in povertà. Un episodio significativo è quando, durante una visita pastorale, Bergoglio si fermò a parlare con un gruppo di senzatetto, ascoltando le loro storie con attenzione e senza fretta.

“Non voglio una Chiesa che stia a distanza, ma una Chiesa che cammina insieme alla gente, che ascolta e che serve.” – Papa Francesco

2.2 La sua visione della Chiesa.

Bergoglio, come arcivescovo, promosse una visione di Chiesa che non fosse autoreferenziale, ma aperta e vicina alla gente. Per lui, la Chiesa non doveva essere un’istituzione distante, ma una realtà che si impegnava concretamente nei problemi sociali e umani. Si batté per una Chiesa che stesse in mezzo alla gente, accogliendo tutti, soprattutto i più poveri e gli emarginati. La sua capacità di ascolto e la sua disposizione a mettersi al servizio degli altri divennero tratti distintivi del suo ministero.

“La vera povertà non è solo quella materiale, ma è quella che lascia l’anima vuota e distante dall’amore di Dio.” – Papa Francesco

In uno dei suoi incontri con i sacerdoti di Buenos Aires, Bergoglio esortò i suoi confratelli a non vivere un sacerdozio formale e distaccato, ma uno che li avvicinasse alla gente comune, ai poveri e ai malati. La sua esortazione era chiara: un sacerdote non può essere un funzionario, ma deve essere prima di tutto un pastore che cammina con il suo popolo.

2.3 La sua partecipazione al Conclave del 2005.

Nel 2005, Bergoglio partecipò al Conclave che elesse Papa Benedetto XVI. Durante questo periodo, si distinse per la sua profondità spirituale e il suo impegno nel rinnovamento della Chiesa. Sebbene non fosse eletto, la sua presenza al Conclave lasciò una forte impressione sugli altri cardinali, che lo videro come un leader forte e spirituale, impegnato per una Chiesa più vicina alle persone.

La sua figura, sempre di ascolto e di discernimento, conquistò il rispetto di molti cardinali. Un aneddoto interessante riguarda la sua posizione durante il Conclave. Nonostante fosse uno dei più preparati e rispettati, non cercò mai di forzare la sua elezione. Il suo impegno principale era rimanere fedele a Dio e alla missione della Chiesa, senza cercare l’ambizione personale.

“Papa Francesco non è solo un pastore, è un uomo che sa ascoltare, che sa mettersi accanto ai più deboli e che sa fare spazio agli altri.” – Testimonianza di un cardinale

2.4 L’elezione a Papa.

Il 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio fu eletto Papa con il nome di Francesco, in onore di San Francesco d’Assisi, il santo della povertà e della pace. La sua elezione fu un momento storico, segnando l’inizio di un pontificato che avrebbe portato un rinnovamento radicale della Chiesa cattolica.

Nel suo discorso di apertura, Papa Francesco esortò i fedeli a vivere una Chiesa povera per i poveri, a guardare alla misericordia come fondamento del cristianesimo e a lavorare insieme per un mondo più giusto. La sua scelta del nome “Francesco” fu un segno forte del suo desiderio di seguire l’esempio del santo di Assisi, che visse una vita di umiltà e dedizione ai poveri.

“Come vescovo di Roma, desidero partire con una grande preghiera di lode a Dio, ma anche con una grande preghiera di speranza per tutti. Che il Signore ci benedica e ci aiuti a costruire una Chiesa che sia povera, ma ricca di amore.” – Papa Francesco

2.5 Il segno del nuovo Papa.

Papa Francesco fece subito sentire la sua presenza, scegliendo di non vivere nel Palazzo Apostolico e di rimanere in una semplice residenza all’interno del Vaticano. Rinunciò anche al tradizionale abito papale, scegliendo una veste bianca più semplice. Questi gesti, così simbolici, furono interpretati come un segno di umiltà e di vicinanza alla gente comune.

Inoltre, Papa Francesco iniziò subito a cercare il dialogo con le altre fedi religiose, ricordando a tutti l’importanza della pace e della fraternità universale. Il suo incontro con il Patriarca Kirill di Mosca, un gesto storico di riavvicinamento tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, rappresentò un segno tangibile della sua missione di unità.

“Quando lo vidi per la prima volta, fu come se avessi visto una persona completamente diversa. Non un Papa come gli altri, ma qualcuno che voleva stare tra noi, che non temeva di abbassarsi per sollevare gli altri.” – Testimonianza di un fedele presente durante l’inizio del pontificato.


Lascia un commento

error: Il contenuto è protetto!!!