Le 5 Virtù della Vita (3 parte)

Le 5 Virtù della Vita (3 parte)

Ascolta “Le 5 Virtù della Vita (3 parte)” su Spreaker.

Passarono altri anni. Nel frattempo ci furono le votazioni e vinsero dei politici assurdi, che con le loro chiacchiere convinsero i votanti a votarli. Pertanto, in poco tempo, iniziò la discesa del Paese.

Furono fatte leggi contro il popolo, nulla più funzionava, il sistema stava collassando e i pagamenti arrivavano giorno dopo giorno e, se non pagavi, erano guai seri.

Purtroppo era una coalizione che aveva fatto credere che avrebbe aiutato il popolo, invece poi il tempo passava e nulla cambiava, anzi era sempre peggio. Il ricco era diventato medio, il medio era diventato povero, a causa di prezzi assurdi, non solo sul cibo, ma su tante altre cose.

Un bel giorno Mario, in una bella sera d’estate, sempre con la sua aria da strafottenza, prima di parcheggiare la sua bella auto, che aveva acquistato, anzi, che i genitori gli avevano comprato dopo che aveva preso la patente, decise di passare al distributore per fare un bel pieno.

Nel momento del pagamento si accorse che le sue carte di credito non funzionavano.

Il benzinaio allora disse:

— Mario, allora, che vuoi fare? Come paghi?

— Che dirti, non so perché non funzionano queste carte adesso. Se aspetti un attimino, torno a casa per avere spiegazioni.

— Ok, ma non dimenticarti di venire a pagare.

— Secondo te non ti pago?

Mario, tutto arrabbiato, tornò a casa e, vedendo i genitori che preparavano le valigie, disse:

— Che è successo? Perché preparate le valigie? Dove state andando senza di me?

Il padre gli disse:

— Mario, purtroppo non siamo riusciti più a pagare le tasse, perché chi ha vinto, per anni, ha solo creato leggi per loro, non per il popolo. Pertanto dobbiamo lasciare questa abitazione. Noi stiamo andando dai nonni adesso.

— Ok, mi preparo e vengo anche io.

— No — disse la mamma — noi andiamo dai nonni. Ti abbiamo lasciato gli ultimi soldi che avevamo messo da parte. Adesso è tempo che cammini con le tue gambe, ok? Trovati un piccolo appartamento o fai come meglio credi. Trovati un lavoro, così da iniziare a capire come funziona veramente la vita.

Mario, piangendo, disse:

— Ma io non ho mai lavorato, non saprei cosa fare, come muovermi. Non potete farmi questo.

— Inutile piangere. Quello che è successo non è colpa nostra, ma di questa politica sbagliata, colpa di chi ha votato questi incompetenti.

Mario era senza parole, era rimasto impietrito. Come avrebbe fatto da lì in avanti?

— Noi, Mario, adesso andiamo. Prenditi ciò che ti serve e chiudi la porta, ricordandoti di non dimenticare nulla, perché ormai questa villa non è più nostra, pertanto non potrai più entrarvi.

Mario guardò fuori dalla finestra e vide scomparire quella bella e grande piscina, dove rivedeva con la mente le sue feste private pomeridiane e notturne, i bagni con gli amici che lui trattava male. Insomma, in un attimo tutto era sparito, le sue certezze erano volate via.

— E adesso come posso fare? A chi posso chiedere?

Iniziò a telefonare agli amici, ma nessuno gli rispondeva. Chissà, forse iniziava a capire come si era comportato fino ad allora.

Si sentiva soffocare, forse era panico, chissà, e si disse:

— Adesso devo solo calmarmi e riflettere. Certamente, se avessi preso la laurea, forse potevo cercare qualche lavoro importante. Maledetta politica e tutti i suoi politici, che ci hanno rovinato.

Mentre era seduto al parco, passò di lì una vecchia amica, che gli chiese:

— Guarda un po’ chi si vede! Mario, io so tutto. Io sono ricco e tu non sei nessuno, o mi sbaglio?

— Ciao Katia, hai ragione a dirmi così, ma sono disperato. Devo trovare una stanza per la notte e, quanto prima, un lavoro, altrimenti divento un barbone.

Katia rispose:

— Cosa è successo ai tuoi genitori?

Mario raccontò tutto a lei, diciamo che si sfogò abbastanza, e le chiese se aveva voglia di dargli una mano.

Katia subito disse:

— Io ho una coppia di amici che lavorano nelle pulizie e cercano personale. Sai come vanno queste cose, non tutti vogliono lavorare in questo campo, visto anche gli orari.

Mario disse:

— Nessun problema, qualunque lavoro va bene.

Il giorno dopo Katia presentò Mario ai due coniugi, che senza nessun tipo di problema gli dissero quali erano gli orari, quali erano i suoi compiti e quanto avrebbe preso di stipendio.

Poi Katia lo portò da un suo vecchio amico, che cercava un giovane per l’altra stanza da affittare.

Mario ci parlò, accettò il prezzo e Franco, l’altro inquilino, gli disse che in quella casa non si potevano fare feste, rumore e tanto altro e che si doveva anche pulire. Pertanto aveva creato una sorta di programma per entrambi, così da far essere sempre pulito e sistemato lo stesso appartamento dove erano ospiti.

Mario iniziò a lavorare nelle pulizie e, un bel giorno, mentre puliva una villa, togliendo sterpaglie, tagliando l’erba e tanto altro ancora, venne visto da alcuni amici che iniziarono a prenderlo in giro.

— Guarda lì il grande Mario, con le mani tutte rovinate.

Uno disse:

— Lasciatelo stare a lavorare, giustizia è fatta.

Mario non si voltò mai verso di loro, ma quando andarono via pensò:

— È vero, giustizia è fatta. Mi sono sempre comportato male con gli altri. Mi sono sempre sentito superiore, quindi è vero, giustizia è fatta, sono stato crudele.

Mentre pensava a questa riflessione, sentì dirsi:

— Su dai, muoviti, non abbiamo bisogno di gente fiacca qui.

Mario pensava che, alla fine, si meritava tutto questo. Se forse avesse ascoltato meglio i consigli dei genitori, non sarebbe finito così.

Poteva imparare a gestire le attività dei genitori o aprirne una per lui, chissà, anche con qualche amico, quando i soldi non erano un problema. Ma adesso è tardi, doveva pensarci prima, se solo potesse tornare indietro.

Ad un certo punto vide Katia che lo guardava e che gli disse:

— No Mario, non puoi tornare indietro, devi solo guardare il presente, se vuoi lavorare per il futuro. Guardati dentro di te, fai uscire la rabbia e decidi ciò che vuoi essere, adesso tutto dipende da te. Io sarò qui, se avrai bisogno ancora di me.

Mario rimase in silenzio e non rispose nulla.

Ma quelle parole furono importanti per lui, parole dette al momento giusto e pensò…

Nota dell’autore (clicca qui).

firma la bottega dello scrittore

Lascia un commento

errore: Il contenuto è protetto!!!
Consenso ai cookie con Real Cookie Banner