
Ascolta “Le 5 Virtù della vita (6 parte)” su Spreaker.
È sabato. Franco e Mario continuano a buttare giù idee su idee, cosa sarà possibile fare e cosa non sarà possibile fare, purtroppo.
Mario, sperando in qualche miracolo di denaro, disse a Franco, che rispose:
— Non preoccuparti, caro amico mio, i miracoli spesso accadono, vero? Anche se in modo diverso, accadono, pertanto non preoccuparti, riusciremo a scavalcare anche quest’altro enorme muro.
Arrivò la sera, era tutto pronto per la cena.
Mario aveva preparato un primo di pesce con le linguine, dentro un bel tegame, dove erano presenti, dentro un ottimo sugo, cozze e vongole. Si sentiva un profumo che, quando Marco e Katia arrivarono, dissero subito:
— Ok, ceniamo prima di iniziare. Con questo profumo lo stomaco non resiste ad attendere.
Ci fu una bella risata e, mentre si mangiava, si rideva e si scherzava sul libro futuro insieme.
Katia disse:
— Ho delle belle notizie. La prima è della mia parrucchiera, che mi aveva detto che sarebbe stata felice di essere qui questa sera, in quanto poteva darci una forte mano per trovare gli sponsor.
— E poi? — disse Mario. — Non potevi farla venire, accidenti? Abbiamo bisogno di queste persone adesso, anzi sempre, per ciò che mi riguarda.
— Non ti arrabbiare, Mario. Se vuoi la chiamo, chissà, può essere ancora libera.
— Prova, se vuoi, ma è sabato sera, non credo che lo sia.
— Ciao Cinzia, sono Katia, che stai facendo di bello?
— Nulla di importante. Aspettavo la tua chiamata.
— In che senso?
— Nel senso che è successo ciò che immaginavo. Hai raccontato ai tuoi amici ciò che ti ho detto e subito ti hanno detto di chiamarmi. Io sono pronta, arrivo subito, tanto abito qui vicino.
Katia scoppiò a ridere.
Mario disse:
— Ecco perché abbiamo bisogno di queste persone, sono proprio questo tipo di persone a portarci un grosso aiuto.
Poco dopo si sentì suonare.
Katia entrò in casa e Marco, appena la vide, disse:
— Piacere Marco, sono molto felice di conoscerti.
Poi, voltandosi verso Katia, disse:
— Ma Katia, una bella ragazza così la dovevi portare subito.
Katia rispose subito:
— Ok Cinzia, tu siediti qui, che io mi siedo vicino al mio Mario.
Franco disse:
— Ho capito, vado a dormire, non saprei a chi reggere le candele questa sera.
Tutti sorrisero e Cinzia disse:
— Non preoccuparti, Franco, ho tante amiche che farebbero carte false per conoscerti.
In quel momento Cinzia, chiedendo scusa, va in bagno. Al suo ritorno sorride senza dire nulla.
Katia la guarda e le chiede se doveva dire o comunicare qualcosa.
Cinzia, sottovoce, le rispose:
— Non preoccuparti, fra pochi minuti lo saprai.
Katia continuava a guardarla e non riusciva a capire cosa le voleva dire, ma proprio in quel momento la verità venne fuori.
Si sentì il campanello della porta suonare e Franco disse:
— Ma chi è adesso? Aspettate qualcuno?
Barbara andò ad aprire e, una volta averli fatti entrare, disse:
— Ciao Barbara, e tu che ci fai qui adesso? Sei bellissima, lo sai?
— Grazie Katia, anche tu non scherzi.
Barbara salutò tutti, presentandosi e chiedendo scusa, dicendo:
— Una mia grande amica mi ha invitata e io sono subito corsa.
Franco si alzò immediatamente, il primo a presentarsi, e disse:
— Ma non potevi arrivare prima? Noi siamo tutti felici di averti qui questa sera. Io in primis, sei molto bella.
Barbara subito rispose:
— Sono contenta di sentirtelo dire, Franco.
— Perché mi conoscevi?
Cinzia disse:
— Sapete una cosa? La vostra idea è piaciuta a tanta e tanta gente là fuori, che sta tutta aspettando che voi siate operativi sul campo. Noi è da tanto che vi seguiamo e vi stimiamo per tutto, pertanto questa sera siamo felici di essere tutti qui insieme, per essere anche tutti operativi.
Mario, con qualche emozione e lacrimuccia, disse:
— Allora, se per questa sera abbiamo finito di fare suonare il campanello, anche perché si è fatta una certa ora per cenare e tutto si è raffreddato, non so adesso com’è questa cena, volevo fare un brindisi con tutti voi, per la bella compagnia, per la buona cena e per un grande futuro tutti insieme.
Poi si alzò Franco e disse:
— Brindiamo a questa serata molto fruttuosa e a queste bellissime donne.
Marco aggiunse:
— Nessuno brinda alla riuscita della nostra idea del movimento? Poi brindiamo alle amicizie ritrovate e a quelle nuove.
Dopo aver battuto per qualche minuto le mani, Katia disse:
— Mentre ceniamo vi dico alcune novità. Questa mattina sono stata nello studio di un noto avvocato, che mi ha detto di essere stato incaricato da un suo cliente di depositare sul vostro conto una forte somma di denaro. Il cliente, ovviamente, vuole rimanere assolutamente anonimo, pertanto, una volta che avrete il conto corrente, lo depositerò a mio nome, ok? Aspetto vostre notizie sull’apertura del conto.
L’avvocato in questione mi ha fatto capire che non è solo questo cliente che vuole aiutarci, pertanto è ora di mettersi al lavoro.
Nel frattempo si era fatto molto tardi e le ragazze decisero di andare via, con l’obbligo dei ragazzi di rivedersi tutti per la colazione il mattino seguente.
I ragazzi invece continuarono la serata, non a divertirsi, ma iniziando a buttare giù un vero programma, in quanto adesso avevano anche i soldi. Adesso dovevano solo muoversi nel migliore dei modi.
Una volta buttate giù tutte le loro idee, andarono a dormire.
Marco non tornò a casa, ma si fermò a dormire da loro, sul divano letto, che alla fine era anche molto comodo.
La mattina sentirono suonare al citofono.
Erano le ragazze che erano venute per la colazione.
Marco rispose e disse:
— Buongiorno, ma chi è che suona così presto?
— Siamo noi, ma non è presto come pensi.
— Accidenti! — disse Marco, che andò a svegliare gli amici. — Ragazzi andiamo, che è tardissimo.
Subito si prepararono e, quando scesero, le ragazze erano lì ad aspettarli.
Katia disse:
— Buongiorno, alla buon’ora, insomma.
Franco rispose:
— Abbiamo fatto molto tardi, abbiamo rivisto un po’ tutto. Adesso dobbiamo mettere in pratica tutto ciò che abbiamo preparato.
Katia prese Mario e disse subito:
— Tu vieni con me, che devo farti vedere una cosa molto importante.
Mario rispose:
— Bene, non vedevo l’ora.
E sorrise.
Katia allora disse:
— Quanto sei stupido.
E sorrise anche lei.
Poi disse:
— Ecco qua, cosa ne pensi?…

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