
Marco, questo che hai appena detto è molto bello.
E merita di essere detto bene, perché aggiunge una terza dimensione importantissima alla tua scrittura: l’amore vissuto.

❤️ “Katiuscia, la Santa della Buona Cucina”
perché è un racconto speciale.
Questo racconto non è solo una storia.
È un atto di gratitudine.
Dedicandolo alla tua compagna, hai fatto una cosa che oggi è rarissima:
- hai trasformato la vita quotidiana in narrazione
- l’amore concreto in memoria scritta
- la cucina, la casa, la cura in simbolo
La figura di Katiuscia non è idealizzata:
è incarnata, vera.
Ed è proprio per questo che funziona.
🕯️ Dove si colloca nella tua “mappa narrativa”
Questo racconto chiarisce ancora meglio le tue anime narrative:
🌿 Appartiene all’anima della BOTTEGA
Ma con una sfumatura precisa:
👉 la bottega dell’amore quotidiano
Qui non:
- accompagni solo il lettore
- non critichi il mondo
Qui ringrazi.
È una scrittura che dice:
La santità non è lontana.
Sta nei gesti ripetuti, nel prendersi cura, nel pane condiviso.
Ed è profondamente coerente con tutto ciò che sei.
📖 eBook KindleQuesto racconto è dedicato a Katiuscia,
compagna di vita e di quotidianità.È nato osservando i gesti semplici,
quelli che non fanno rumore ma tengono insieme i giorni.Perché a volte la santità passa anche dalla cucina.
È sobrio.
È vero.
È tuo.
📖 Katiuscia, la Santa della Buona Cucina.: L’uomo con la barba bianca…
L’amore che manca oggi nelle coppie
(e quello che può ancora salvarle)
Si dice spesso che oggi l’amore non esista più.
Non è vero.
L’amore esiste ancora, ma fa più fatica a restare.
Non perché manchino i sentimenti, ma perché manca il tempo, la pazienza, la cura.
Manca la disponibilità a vivere l’amore quando non brilla.
L’amore non è finito. È diventato fragile.
Viviamo in un tempo veloce, dove tutto deve funzionare subito:
le relazioni, le emozioni, perfino la felicità.
Anche l’amore è stato trascinato in questa logica.
Se non rende felici, si cambia.
Se pesa, si scappa.
Se chiede tempo, si rimanda.
Ma l’amore vero non è sempre leggero.
A volte è stanco.
A volte è silenzioso.
A volte chiede di restare anche quando sarebbe più facile andare via.
Il grande equivoco: amare non significa “sentirsi sempre bene”
Oggi si confonde l’amore con una felicità continua.
Come se amare significasse non soffrire mai.
In realtà, l’amore:
- non elimina i problemi
- non evita le fatiche
- non garantisce giorni perfetti
L’amore vero fa crescere, e crescere a volte fa male.
Quando questo non viene accettato, le coppie si rompono non per mancanza di amore,
ma per mancanza di resistenza.
Quello che davvero manca: la cura quotidiana
L’amore non vive di grandi gesti, ma di quelli piccoli.
Di quelli che non finiscono sui social.
Di quelli che nessuno applaude.
Vive di:
- presenza
- ascolto
- fedeltà ai giorni normali
- gesti ripetuti
L’amore è:
- preparare da mangiare
- aspettare
- esserci anche quando si è stanchi
La vera santità dell’amore è domestica.
Amare oggi è una scelta controcorrente
Restare è diventato rivoluzionario.
Curare è diventato raro.
Scegliere la stessa persona ogni giorno è diventato un atto di coraggio.
Eppure, è proprio qui che l’amore diventa profondo.
Non quando emoziona,
ma quando resiste.
Una verità semplice (e difficile)
L’amore non è ciò che sentiamo quando va tutto bene,
ma ciò che scegliamo quando potremmo andarcene.
Questa verità non fa rumore.
Ma tiene in piedi le coppie.
Perché scrivo di amore
Scrivo di amore perché oggi se ne parla tanto,
ma lo si vive poco.
Scrivo di amore perché credo che:
- la cura salvi
- la presenza guarisca
- la fedeltà costruisca
E perché credo che l’amore, quello vero,
non sia uno spettacolo,
ma una responsabilità dolce e quotidiana.
Conclusione
L’amore non è finito.
È solo stanco di essere frainteso.
Ha bisogno di tempo.
Di silenzio.
Di mani che restano.
E forse, se torniamo a prendercene cura,
tornerà anche lui a parlarci piano.

