Quanto ci vuole per scrivere un libro?

Questa è una domanda dalle più frequenti che riceviamo, tanto che più volte ho pensato di scrivere delle “faq” sul sito e questa sarebbe stata sicuramente la prima delle risposte preconfezionate. Peccato però che io non abbia una sola risposta ma una serie di annotazioni e chiarimenti a riguardo.

Per prima cosa dobbiamo definire cosa si intende quando si dice la parola “libro”. Pensiamo che sotto questa etichetta rientra anche la Bibbia e il Signore degli Anelli ma anche il manuale di cucina che abbiamo regalato alla mamma e il sussidiario che portavamo in cartella alle scuole medie. Tutti libri. Ecco, il primo passo è decidere quale tipo di libro scrivere; perché per ognuno c’è un lavoro diverso da fare.

La seconda cosa è capire e accettare una volta per tutte è che non si può “buttarsi” a scrivere senza avere uno schema, l’idea precisa della trama, i personaggi e tutto quel materiale preliminare di cui predico durante i gruppi di scrittura della Bottega.

definite queste due cose (che non sono cosette da niente ma la parte strutturante il lavoro), il tempo della stesura è soggettivo e direttamente proporzionale alla capacità di ognuno di stare al computer con un’ alta responsività e attenzione per molte ore. Io ad esempio, non riesco a scrivere per più di tre ore filate, è un mio limite o una mia caratteristica, se vogliamo.

L’ultima cosa che vi lascio, come “dritta” è che non ci può essere un’unica stesura del “libro”. Io mi meraviglio sempre quanto leggo certi post sui social che recitano “sto finendo di scrivere le ultime pagine, domani invierò agli editori e presto sarà in libreria”

Tutte le volte io penso che sia una cosa surreale e temeraria: dopo la prima stesura tutti i miei romanzi erano impresentabili e la stessa cosa vale per molti altri miei colleghi che hanno pubblicato.

Detto questo, mi fermo qui. Buon anno e buona scrittura (e riscrittura)

Chiara Borghi