Il cielo è sempre più blu oppure Eppure Il vento soffia ancora?

Secondo me è importantissimo capire subito chi si è e regolarsi di conseguenza.

Nel titolo ho citato due fra i più grandi capolavori della musica italiana del ‘900, due canzoni che potrebbero dirsi speculari per contenuti ma che hanno nella loro struttura e forma delle differenze enormi che delineano perfettamente i loro autori.

Il cielo è sempre più blu dice e non dice. Non è chiara, dritta al punto, è qualcosa che potrebbe essere così ma anche in un altro modo e per questo piace a tutti. Niente contro al suo autore, anzi massimo rispetto, però Rino Gaetano non è mai stato un artista impegnato politicamente. In più la forza delle sue canzoni era proprio questo, saper contenere al loro interno mille immagini strampalate, mille contraddizioni.

Invece se scegliete di essere autori come il Bertoli di Eppure il cento soffia ancora avete scelto di essere autori che tagliano le parole con l’accetta, che hanno un pensiero molto preciso e che sono schierati senza ombra di dubbio. Non esisterà mai un’epoca in cui un capitalista farà di una canzone di Bertoli il suo manifesto e i suoi testi non sono fraintendibili.

Naturalmente fra Rino Gaetano e Pierangelo Bertoli ci sono altre mille sfaccettature, ho preso per così dire i due estremi della corda, il bianco e il nero.

Quello che volevo dirvi è che dovete scegliere subito chi essere per essere sicuri di ciò che diventerete. Non è facile da spiegare, forse.

Se volete fare gli scrittori dovete capire subito e scegliere voi il messaggio da portare e cercare di evitare di diventare gli strumenti del potere altrui.

Nella storia è successo tante volte, è successo a Nietsche che ha visto la sua filosofia (per fortuna lui era già morto) in bocca ai nazisti (in realtà solo il travisamento del super uomo, poi del resto non importava nulla), oppure alla poesia di Ezra Pound strumentalizzata dai neo-fascisti di Casa Pound; certo lui simpatizzava con il duce però non credo si trovi daccordo con certi atti criminali e certi sproloqui su chi è superiore e chi inferiore.

Io credo non si debba “far interpretare”, non si debba lasciare agli altri, ai critici, al pubblico il difficile compito di definirci, dobbiamo sceglierlo noi e seguire la nostra strada il più onestamente possibile.

Buona scrittura