Scrivere in vacanza

L’estate volge al termine e ho deciso di fare un post “a posteriori” sulla mia esperienza di scrittura durante il periodo di pausa dal lavoro. Questo è il primo anno che sono riuscita a scrivere in un momento di vacanza e voglio condividere con voi la mia esperienza. Sembra illogico ma fino ad ora ho sempre scritto la mattina presto o la sera, insomma prima o dopo il lavoro sottoponendomi a periodi di grande stress e ho sempre passato le ferie a leggere e oziare. Sì perchè non sono mai riuscita ad organizzarmi tutta la giornata, o meglio tutte le volte in cui ho avuto tutta la giornata a disposizione ho fatto altro. Cosa è cambiato? ho deciso di darmi dei limiti ben precisi, dei confini direi, per scrivere. Sembra banale ma è bastato un obbiettivo minimo giornaliero e sono riuscita a scrivere in tre settimane ben 120 cartelle. La cosa principale è essere molto onesti con sé stessi, se le vostre vacanze consistono in un safari in Africa avrete poi solamente pochissime forze da impiegare nella scrittura ma vi consiglio di darvi comunque un traguardo minimo, magari scrivere mezza cartella ogni due giorni. qualcuno potrebbe pensare che calendarizzare i momenti di scrittura equivale a interrompere la magia, una specie di programmazione del sesso. A parte che ho appena letto un articolo che promuove la programmazione del sesso per incentivare la coppia, vi dico che non programmare alla lunga significa smettere di scrivere. Noi scrittori se un giorno diventeremo mai famosi per un nostro libro sarà per tigna, per non aver mollato. Scrivere un libro è il sogno di molti ragazzi ma poi sono pochi gli adulti che ci riescono, figuriamoci scriverne cinque o più. Come si fa a non avere un programma preciso? Tutti sono capaci a dire di non avere tempo ma quanto tempo passiamo a guardare passivamente il telefono o cercare qualcosa che poi non vedremo su Netflix? Siate sinceri.

Provate a programmare 1 ora di scrittura al giorno e fatelo. Dopo un mese apprezzerete i risultati.

Buona scrittura!