Come riconoscere una buona casa editrice

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Il grande sogno da realizzare, per chi scrive è quello di pubblicare il proprio libro. Molti di noi, hanno sognato fin da bambini di vedere sugli scaffali della libreria il volume con su scritto il proprio nome e un titolo accattivante. Fino a dieci anni fa, pubblicare un libro era un’impresa abbastanza difficile. Almeno a me è successo di pubblicare un romanzo all’inizio degli anni 2000 ed ho dovuto lottare. La mia strategia è stata quella di consegnare il manoscritto “a mano” e per farlo, sono dovuta andare al salone del libro di Torino. In prima battuta ho ricevuto rifiuti e silenzi. Solo dopo circa 1 anno di ricerca, il mio primo manoscritto è stato accettato da una casa editrice ed è stato pubblicato. A quel tempo era facile, gli editori erano editori, i libri erano libri: o te li pubblicavano o non te li pubblicavano. La questione all’alba del 2016 è un po’ più complicata. Un autore può pubblicare con molta più semplicità ma il rischio di far sprofondare il suo libro nell’oblio di un buco nero è raddoppiato. Io raccomando sempre di diffidare degli editori a pagamento. Per me non sono veri editori. Vi faccio una domanda: se foste degli idraulici,  paghereste mai per aggiustare un rubinetto? Non credo, magari all’inizio della vostra carriera vi accontentereste di un compenso basso ma non accettereste mai di lavorare pagando voi il cliente.  Lo stesso ragionamento vale per uno scrittore. Quindi la prima caratteristica che discrimina una buona casa editrice da una cattiva è che la prima non chiede soldi all’autore per mandare in stampa un libro.

Per non cadere in errore e non trovarsi in situazioni scomode io consiglio di interloquire solo con le case editrici che espongono il logo “NoEAP”

Buona ricerca e buona scrittura