Terzo racconto Giveaway in rosa

Ecco di seguitoil racconto di Roberta Cagiotto, mancano due partecipanti e siamo pronti all’estrazione!

Un amore proibito

index

 

La chiesa è deserta la mattina presto: Marzia si guarda intorno, cerca un prete.

“Quando li cerchi non li trovi mai” – borbotta, e a passo svelto entra in Sacrestia.

Dentro, un prete si cambia frettolosamente. “Padre, voglio confessarmi”. Marzia

non usa giri di parole ma il prete non può esaudire la sua richiesta. “Padre

Giuliano sarà qui alle 10 per le confessioni. Torni più tardi”. Un “grazie” al volo

e Marzia esce fuori. La luce del sole è accecante. “Lo lavano col Vetril ‘sto

sole”- pensa ridendo mentre prende gli occhiali nella borsa.

Si avvia al mercato e trà un cinese che vende casalinghi e un indiano che recla-

mizza incensi si ferma; pensa a quello che dirà in confessione. “Ho un pò paura –

dice trà se – quasi mi vergogno”. E subito la sua mente cattolica registra parole

proibite, e frasi come inferno e peccato mortale entrano all’istante nella sua

coscienza. E poi un flash: Marco, un grande e impossibile amore proibito,

vissuto e perso tanto tempo fà. E quel fagottino senza nome, perso come un treno

mai arrivato a destinazione! Che peso per l’Anima!

Quasi le 10! Corri in chiesa! E nella penombra la luce gioca scherzi: il

prete che entra nel confessionale è solo una macchia nera con un accenno viola

che scompare all’interno. Dentro, solo una grata li divide e lì, nel confessionale,

Marzia si sfoga come un fiume in piena. Tira fuori tutto, non si ferma più.

Parla del suo amore per Marco, un amore proibito, clandestino, che non vuole

perdere, che ama ancora. E poi quel bimbo: un angelo sceso sulla terra ma

costretto a ripartire in breve tempo perchè frutto di quell’amore sbagliato.

Dietro la grata il prete aspetta la fine del diluvio di lacrime. “Ego te absolvo. I

tuoi peccati sono perdonati”…ma la voce s’incrina. Marzia si alza, un fazzolettino

per ripulire quel poco di trucco rimasto sul viso. Asciuga un’ultima lacrima e si

avvia. Non si accorge della piccola porta che si apre con violenza: “Marzia!” –

e il grido risuona nella chiesa vuota. Marzia si gira, non capisce. Poi di colpo

spalanca gli occhi e per un attimo tutto si ferma, compreso il suo cuore. Una

corsa, un abbraccio, un lunghissimo bacio appassionato. Nessuna parola lì nella

penombra, nemmeno il Cristo sembra interessato.

“Amore mio!” Nient’altro! Per parlare ci sarà tempo.

Dopo.

Pubblicato in News