13 e 14 Giugno 2014: programma stage di Mimo

Organizzazione: 13 e 14 giugno 2015

ore 10/19 Casa dei saperi – Viale Giustiniano Imperatore 75 – Roma

Docente: Maria Concetta Liotta (vedi La nostra squadra)

IL TEATRO COME SPAZIO DI CONFRONTO E RELAZIONE

Non si tratta di acquisire una tecnica  ma di scoprire la propria anima , di risvegliare la realtà espressiva dell’uomo nella sua ambivalenza fisica e mentale, di unire il movimento corporeo e vocale alla necessità interiore che lo anima, di bruciare le proprie emozioni per accedere alla trasparenza dell’atto quotidiano e spontaneo.

La maggiore difficoltà sarà sempre la semplicità , la trasparenza,la relazione con l’altro,il gruppo.
L’mmedesimazione dell’allievo nella storia che vive deve diventare un processo cosciente e quasi spontaneo in quanto e’ lo stesso attore/allievo a mettere in gioco il proprio vissuto.

Egli sviluppa l’interazione tra la vibrazione emotiva e la materia organica del corpo. La voce diventa l’estensione sonora del movimento corporeo ed entrambi sono un tutt’uno con l’interiorita’ del personaggio.

Non si tratta di recitare o mostrare ma di essere ed interpretare un linguaggio emotivo sotterraneo , di esplorare la propria anima lontani dallo stereotipo .

L’attore/allievo e’ colui che mette a disposizione dei vari personaggi interpretati le proprie risorse umane,la propria creativita’ in relazione a gli altri, colui che svela il  linguaggio ” primordiale” del dono di se’.

Le nostre parole d’ordine sono : semplicita’, spontaneita’, trasparenza,coralita’.

 

 

Il percorso formativo proposto parte dall’indagine sulla natura umana dei singoli partecipanti, attraverso il recupero di una memoria emotiva e fisica del quotidiano , ponendo attenzione su tutto ciò che lo costituisce (gesti, parole, linguaggi, tempi, luoghi, persone, ma soprattutto il relazionarsi all’altro) ma sempre il relazione al gruppo .

 

 

Questi elementi si traducono in strumenti necessari al lavoro dell’attore, per la costruzione del proprio personaggio conferendo tridimensionalita’ (uomo/attore/personaggio) al proprio lavoro senza fermarsi in superficie recitando ma essere cio’ che si dice .

 

Questa essenza si tramuta in applicazione pratica nell’allenamento quotidiano a scendere in profondita’sviscerando il senso di cio’ che si vive e si dice per arrivare alla “trasparenza” necessaria a far vivere il personaggio con le nostre corde emotive.

 

Cosa fondamentale nel nostro lavoro e’ il relazionarsi all’altro in uno scambio reciproco, acquisire fiducia nell’altro.

Creare una drammaturgia a partire dalle improvvisazioni dell’attore/allievo

 

“Il teatro cio’ che ha da dire lo deve dire interamente senza vergogna per superare il senso del ridicolo  che ostacola  l’incontro creativo.

L’attore e’ colui che scatena azioni e reazioni fisiche  è in grado di provocarsi e provocarci un trauma , un cortocircuito che insinui la presenza di un altro mondo” .

Credo che l’attore non deve solo saper recitare bene nel senso che non deve recitare , deve creare, immaginare , essere, interpretare , tutto cio’ che ha a sua disposizione (immaginazione, emozione , memoria, voce,   ma soprattutto corpo ) tutti gli strumenti deve tradurli in azioni significanti intrise di spessore, di qualita’ e tensione fisica – gestuale .

In poche parole deve tirar fuori e concretizzare il suo mondo interiore e ricercare il piu’ possibile la verita’ all’interno della finzione , e questa verità  dev’essere tanto piu’ vicina la reale quando da annullare totalmente la finzione .

 

SCHEMA DI LAVORO

 

Denudarsi dalla maschera recitativa

 

Lavoro sullo studio delle proprie sensazioni

Verifica dello stato psicofisico di partenza

 

Sviluppo delle percezioni e approfondimento delle azioni e reazioni
Training per liberare la propria creativita’

 

Recupero della memoria emotiva

 

Improvvisazione per liberare la propria capacita’ astrattiva

 

Coordinazione voce/gesto/movimento

 

Studio sulla relazione tra psicologia del personaggio e testo

 

IL VISO: come  espressivita’  emotiva

 

LA MEMORIA FISICA: la memoria emotiva, memoria involontaria del corpo

 

LA VOCE come suono emotivo e fisico

Relazione con gli altri e con se stessi azione/reazione

 

Azione come esternazione emotiva

 

Interpretazione del quotidiano

 

Lavoro sulla relazione tra la psicologia del personaggio e il suo vissuto

 

Lavoro sulla sinergia tra corpo/voce/emozionalita’

 

SEMINARIO DI MIMO I e II  LIVELLO

 

DOCENTE: LIOTTA CONCETTA MARIA

 

 

PROGRAMMA DI LAVORO .

 

Nella I parte delle lezioni si lavora sul metodo Decroux, ovvero scomposizione di ogni minima parte del corpo e consapevolezza del gesto come elemento significante .

Nello specifico si faranno esercizi di scomposizione e composizione del corpo, esercizi di psico-coordinazione motoria, esercizi di isolamento ed equilibrio,esercizi sulla fiducia  ecc.

 

Nella II parte si lavora sul metodo Marcel Marceau, studio della mimica, della maschera, delle singole tecniche di mimo quali: il muro, costruzione di una stanza,

angolo interno ed esterno, la corda, la camminata frontale, la camminata laterale,

la marionetta, il robot, le marce di Marceau, la porta, la bicicletta, l’impiccato,

il soldato, nuotare, pattinare ecc.

Si metteranno in pratica  35 tecniche tra le piu’ conosciute del mimo classico .

 

 

Durante il I ed il II  livello si lavorera’ sull’ ABC del mimo come base per la consapevolezza e la codificazione di un linguaggio tecnico e specifico, quale quello del Mimo, si daranno le basi per la costruzione di una pantomima attraverso le sequenze studiate durante il seminario.

Questo percorso e’ propedeutico per il lavoro sulla Pantomima e sull’uso delle Maschere .

 

SCHEMA DI LAVORO

 

 

-studio e analisi del movimento
– lavoro sulla materia
– lo spazio
– il ritmo
– Il mimo: l’illusione della cose e del movimento
– gli elementi
– le maschere (neutra o espressive)
– la respirazione, l’allungamento, i massaggi
– lavoro di improvvisazione creativa

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