Primo racconto in concorso per il Giveaway in rosa.

Diamo inizio alla seconda parte del nostro Giveaway in rosa pubblicando il racconto di Sara Solaro intitolato Navigando tra le onde dell’amore. Potete commentare il post ma la vincitrice sarà comunque decretata dall’estrazione che sarà effettuata dopo la  pubblicazione di tutti i partecipanti.

onde

“NAVIGANDO TRA LE ONDE DELL’AMORE”

Era solita affacciarsi alla sua terrazza, guardare il mare e fermarsi a riflettere. Godersi il sole che tiepido e rosso scompariva lentamente, con la leggera brezza che le carezzava il viso, osservare il quieto moto ondoso le donava una sensazione di benessere e di calma, come se tutti i problemi e le difficoltà quotidiane svanissero o si rimpicciolissero tanto da divenire insignificanti. Niente esisteva più in quel momento, solo lei e il suo mare. Pensava che non avrebbe mai abbandonato quel luogo tanto bello e pacifico.  Allo stesso tempo però scrutava l’orizzonte, chiedendosi cosa esistesse al di là del mare, guardava le navi solcare la tavola azzurra e allontanarsi lentamente, e così tutt’ad un tratto una curiosità impellente s’impadroniva di lei, frammista a una voglia di scappare, di fuggire il più lontano possibile, convinta che dall’altra parte delle onde, laggiù più vicino a dove tramonta il sole forse avrebbe vissuto meglio, libera e felice, forse avrebbe trovato qualcuno che l’aspettava e che l’avrebbe finalmente amata.

Le giornate scorrevano monotone e noiose, tra lezioni all’università, lo studio sempre più faticoso e non più entusiasmante come i primi anni, e la famiglia. Sentiva il bisogno di un lavoro che la gratificasse, una casa tutta per sé, una vita sociale, le basi per una famiglia tutta sua. Condivideva queste emozioni con un’amica, sua coetanea, compagna delle scuole superiori, caratterialmente e con un vissuto totalmente differente dal suo, ma comunque la sola persona con cui, nonostante tutte le disavventure, riusciva sempre a ridere di ogni cosa, proprio come quando avevano solo quindici anni, quando il futuro consisteva in una serie di promesse solenni e il mondo poteva essere nelle loro mani.

Fu proprio lei un giorno, dopo l’ennesima dichiarazione di voler cambiare la propria vita e magari anche il mondo, a consigliarle quasi per scherzo un nuovo modo di trovare amicizie maschili tramite quella forma di comunicazione moderna denominata internet. Inizialmente, dato un certo timore di questi nuovi e inquietanti metodi, talvolta pure pericolosi come insegnavano e mettevano in guardia le notizie dei quotidiani da tutte le parti del mondo, una certa timidezza innata, e un superficiale pregiudizio secondo cui solo chi ha problemi di socializzazione si rivolgeva a quest’alternativa le fecero considerare questo consiglio come totalmente inopportuno.

Ma la curiosità e la voglia di cambiare la propria esistenza divenivano ogni giorno più forti, e conscia del fatto che le paure vanno affrontate e i pregiudizi tralasciati in quanto spesso dettati da mera ignoranza, si aprì a questa nuova possibilità, quasi come fosse un gioco, senza prendersi troppo sul serio, senza però dimenticare il buonsenso e attenta a non incorrere in potenziali pericoli.

E fu così che un sabato pomeriggio, a casa della sua inseparabile amica, trascorrevano il tempo a ridere e scherzare, e ogni tanto uno sguardo al computer, oggetto ormai compartecipe di tutta la vita quotidiana moderna in tutte le case. All’improvviso tra una risata e l’altra, apparve sullo schermo una fotografia, che ritraeva un giovane dall’aria serena e sorridente, seduto su una pietra in quel che doveva essere il molo di un porto in una serata d’estate. Subito si sentì attratta da quel sorriso e da quel viso angelico. Nasceva in lei il bisogno di conoscerlo, di sapere qualcosa di più su di lui; subito cercò di contattarlo, con poche parole ma convincenti e sincere.

Nei giorni successivi iniziò una lenta ma inesorabile avventura di navigazione tecnologica, fatta di conversazioni elettroniche chilometriche, domande, confessioni intime e talvolta brucianti, storie di tutta una vita, lunghissime telefonate tra la vita quotidiana e i sogni, i desideri, i progetti che non erano più singoli ma ormai di una coppia, di due persone lontane fisicamente ma vicinissime con la mente e con il cuore, che inesorabilmente stavano fondendosi in una sola anima. La prima volta che sentirono la voce dell’altro al telefono fu un’emozione indescrivibile: le voci calde, le inflessioni dialettali delle rispettive città d’origine assumevano delle caratteristiche particolari da amare, da imparare, da condividere.

Nasceva l’esigenza e il bisogno irrefrenabile di incontrarsi, di vedersi, di guardarsi e perdersi occhi negli occhi e di capire se anche nella realtà di tutti i giorni quel sentimento che sentivano crescere dentro di loro avrebbe trovato un posto nel mondo reale, e non solo più virtuale; lei non vedeva l’ora di lasciare quell’isola tanto bella per i turisti in vacanza, ma a volte percepita come una prigione, immutabile, immobile, con la scarsa possibilità di lavoro e con il malfunzionamento delle strutture pubbliche tipiche di quei luoghi, lui l’avrebbe accolta nel suo mondo di studente universitario laureando, e avrebbe progettato e in seguito realizzato la sua vita professionale in una città di mare peninsulare.

L’amore, un’innata curiosità e la voglia di sorprendere la sua amata per il giorno del suo compleanno, spinse il giovane a prenotare biglietti di treni, a prendere l’aereo per la prima volta vincendo tutte le sue paure solo per incontrarla, e affittare una stanza a poche centinaia di metri da casa di lei, il tutto nell’assoluto silenzio per non rovinare la bella sorpresa. E così, un pomeriggio d’inizio dicembre non troppo freddo, lui inventò un gioco al telefono, un modo semplice ma efficace per indurla ad affacciarsi alla finestra. E finalmente i loro occhi s’incontrarono, lei commossa e felice corse giù per le scale, lo abbracciò e lo baciò dolcemente sulle labbra seguendo il suo istinto. Lui, inizialmente un po’ imbarazzato e confuso, non faceva altro che guardarla, quello era il momento più importante per loro, sognato tante e tante volte.

Furono giorni di festeggiamenti, di amore appassionato, di mare e promesse. Il ritorno alle vite quotidiane ognuno nella propria città di appartenenza fu enormemente triste, ma efficace nello spronarli a concludere i loro percorsi universitari e a realizzare i sogni di vita insieme.

Dopo sei anni di vita insieme, lui continua ancora a sorprenderla, entra in una gioielleria del centro e cerca un braccialetto, delicato per il suo polso fine e raffinato, d’argento come piace a lei, ma brillante come piace a lui. Ma quel braccialetto è troppo costoso e non può permettersi di comprarlo in quel momento, così è costretto a malincuore a rinunciare.

Ma la vita decide di sorprendere anche lui e di premiare il loro amore fatto di perseveranza, di fiducia quotidiana l’uno nell’altra, di coraggio nell’affrontare sempre insieme ogni sfida e ogni momento difficile della vita, come una piccola ma resistente barca in mezzo al loro amato mare pur nella più temibile delle tempeste. In uno dei suoi corsi di aggiornamento professionale, lui cercando un posto a sedere nella sala, per un secondo abbassa lo sguardo e scorge tra i sedili qualcosa di estremamente brillante, che cattura subito la sua attenzione: si tratta di un braccialetto, perso da qualche ragazza precedentemente, ma incredibilmente identico a quello che intendeva acquistare qualche giorno prima nella gioielleria. Corre subito a casa per donarle il dolce regalino e per raccontarle la sorprendente storia.

 Ogni giorno è un piacere tuffarsi in quegli occhi blu che le ricordano la limpidezza del suo mare cristallino, ogni giorno è un piacere sorprendersi, donarsi piccoli regali, condividere le gioie e i momenti di difficoltà, curandosi sempre con un intenso abbraccio, e con la forza d’animo che li contraddistingue.

 

 

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