Gli autori

In questa sezione gli autori soci della Bottega dello scrittore trovano spazio per le loro opere e la loro biografia artistica. Nell’era digitale, dove essere online è auspicabile quando non addirittura doveroso e lo scambio con i lettori è diretto, questo sito si propone agli autori che lo desiderano come finestra sul mondo. Questa pagina è un agorà per farsi conoscere ed apprezzare, potenzialmente da tutto il mondo.

Per essere ammessi in questa sezione bisogna essere soci della Bottega dello scrittore (vedi sezione dedicata) ed inviare all’indirizzo e-mail labottegadelloscrittore@gmail.com in allegato (formato doc) la propria biografia artistica (max 200 parole) e il prorio testo in prosa (lunghezza compresa fra 200 e 1500 parole) o in poesia (max 30 versi).

Per rendere più chiaro questo regolamento e darvi un’impressione precisa di come si presenterà la vostra pagina, di seguito pubblico un mio testo corredato di quanto necessario.

Claudia Alongi

 Mi chiamo Claudia Alongi. Sono nata in Sicilia quarantaquattro anni fa. Dal 1999 lavoro a Roma, lavoro nel cinema ma all’ombra dei riflettori. Sono Sommelier per hobby e volendo comunicare la cultura del vino, mi piacerebbe avere un blog per parlare di terra, territori, produttori, di agricoltura chiamiamola 2.0

Qualche mese fa mi sono avventurata nel corso di scrittura creativa di Chiara Borghi alla Bottega dello scrittore. Di vino ho scritto pochissimo ma in compenso ho raccontato storie liberamente ispirate alla mia famiglia che il vino lo ha sempre apprezzato.

Alfonsina

Alfonsina oggi non sta nella pelle, aspetta con ansia che arrivino le 18,00 per  dare a tutti  la bella notizia.

Alfonsina ha quasi 90 anni, 7 figli, 15 nipoti, 3 generi, 3 nuore e 11 pronipoti.

Tutti giorni recita almeno 39 preghiere, una per quanti sono i suoi cari.

Ha le gambe malandate, ma con suo bastone può arrivare in cima  al mondo.

Diceche non può mangiare nulla perché non digerisce bene, ma non si alza dalla tavola seprima non ha divorato pasta, un secondo, contorno e caffè.

Dice che ci vede da un occhio solo, ma in compenso ci sente benissimo, ha 3

televisori, il più grande in salotto, il medio in cucina e quello preso con i punti della

spesa in camera da letto tutti accesi contemporaneamente su TV Lourdes, in diretta

dal Santuario di Nostra Signora, Alfonsina infatti dice che vede sempre la

Madonna anche se la vista scarseggia.

Alfonsina ha sempre la casa piena di gente che va e viene, ma dice che a trovarla non

ci va mai nessuno, i figli lavorano, i nipoti sono impegnati e molti vivono in

“continente”.

Si, come tutte le donne anche lei non è mai completamente tranquilla e contenta,

soprattutto da quanto Turiddu non c’è più, guarda sempre la sedia sotto la finestra

dove stava seduto e gli parla, lo vede, l’occhio di Alfonsina fa spesso dei grandi

miracoli.

Alfonsina ha tante amiche, quelle della parrocchia, con loro fa a gara a chi pulisce

meglio l’altare e la statua di Maria Incoronata a chi ha il rosario più bello e più

santini di Padre Pio sparse per casa.  Alfonsina le batte tutte.

Alfonsina, alle 18,00 andrà alla Messa della sera, guarderà le sue amiche e dirà che

oggi ha vinto la nuova gara, stamattina è nata Roberta,  è diventata bisnonna per la

dodicesima volta.

Stasera  penserò a mia nonna nel suo banco in ginocchio, che si intrattiene

un po’ di più del solito, per recitare almeno 40 preghiere, una per quanti sono i suoi

cari.

 

Chiara Borghi

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Chiara Borghi ha pubblicato nel 2001 e nel 2007 due romanzi: Drake’s heaven e Il tempo è scaduto. Scrive per il web e il teatro. Ha realizzato alcuni cortometraggi, micrometraggi e forme audiovisive aliene. Tutte disponibili su youtube. Di lei, molti anni fa, qualcuno disse: “è una delle giovani promesse della letteratura italiana”. Sta di fatto che questa frase deve averle portato sfortuna perchè, ad oggi, quella famosa promessa, Chiara non l’ha ancora mantenuta.

DURO DA MORIRE

Caro? Amore? Amore , sveglia fuori tuona e sai che ho paura dei temporali, ’more?’more svegliati!
AH!!! AH!!!AIUTO AIUTATEMI AIUTOOO!!!

Prontosoccorso! Mio marito non si sveglia, ho paura!
Mi dica l’ indirizzo signora, è svenuto?
Non lo so, mi sono svegliata per il temporale e…lui…non risponde…aiuto!
Stia calma signora, mi dia l’ indirizzo le mando un ambulanza
Si, si, via imperiale 16A interno cinque, fate presto, è un’emergenza!
Arriviamo subito signora, non si preoccupi, senta il polso e provi a fare il massaggio cardiaco intervallato dalla respirazione artificiale, mi raccomando, sa come si fa?
Si.. si, mi hanno fatto fare un corso di pronto soccorso in ufficio
Bene, cinque minuti e arriva l’ ambulanza, si calmi signora, vedrà andrà tutto bene
tu tu. Clok

Amore, sono qui, stanno arrivando, amore svegliati
CAZZO, NON TI BATTE IL CUORE, ORA CI PENSO IO, TRANQUILLO, TI SALVO!
1,2,3
Respirazione artificiale
1,2,3
Respirazione artificiale
1,2,3
Respirazione artificiale

CAZZO, CLAUDIO RIPRENDITI, DAI AMORE, SVEGLIATI!

Suona il campanello della porta

Arrivo!!!Eccomi! Siamo qui!

Ecco, è di là in camera , per di qua, seguitemi, non c’è polso, non c’è polso!

I militi predispongono il defibrillatore e uno di loro urla all’altro
carica a 200
appoggia quello che sembra un ferro da stiro sul torace di Claudio e urla ancora
libera!
Alza l’attrezzo come un ferro da stiro, guarda il collega e urla
220
Riappoggia l’attrezzo, guarda il collega e urla
Libera
carica a 300, libera!!!

Silenzio
Uno dei tre militi che s’era dato da fare a mettere la flebo al braccio inerme di Claudio si avvicina alla moglie e la conduce fuori dalla camera da letto

Signora,signora venga di là con me, i miei colleghi stanno facendo il possibile, venga con me, su, le do due gocce di calmante, si sentirà meglio
Ma mio marito è
Signora non si preoccupi stiamo facendo il possibile, andiamo in cucina, fra poco sapremo
Va bene ma mio marito è giovane, è sempre stato bene

Apre una bustina e mette della polvere bianca in un mezzo bicchiere d’acqua

Beva questo, vedrà, andrà subito meglio
Cos’è io non sono abituata
E’ solo un blando tranquillante, lo danno anche ai bambini, l’aiuterà ad essere più lucida

Lei beve e riprende

mi dica come sta? E’ vivo, dottore mi dica che è vivo

Il milite guarda indietro verso la camera da letto, brevemente come uno scatto. Non sente più rumore. Si avvicina al collega che maneggia il defibrillatore, si dicono qualcosa, il primo abbassa lo sguardo il secondo torna in cucina, va verso la signora, le si para davanti, attacca

purtroppo abbiamo tentato il miracolo ma suo marito aveva un grave arresto cardiaco in corso e il relativo edema polmonare non ha lasciato spazio alla speranza. Suo marito è mancato. Mi dispiace.

CLAUDIO? NO!

La salma esce avvolta da un sacchetto di plastica nera accompagnata dai militi delle croce bianca.
Quando si muore si diventa spazzatura.
Erano le sei e trenta del mattino e l’ alba rischiarava al cielo mentre Claudio attraversava Savona con la faccia coperta, gli avessero lasciati scoperti li occhi forse avrebbe potuto guardare la Torretta per l’ ultima volta mentre l’ ambulanza ferma all’incrocio, zitta e bianca, imboccava la salita del san Paolo, o forse Claudio su quell’ambulanza non c’era più, solo la sua carcassa e a seguire sua moglie e suo cognato in pezzi per il pianto.
Arrivarono all’obitorio alle sette e un quarto e già le strade erano piene di clacson , rumori e umori che lui non poteva più sentire.
Scaricarono la barella e chiesero alla moglie e al cognato d’ attendere un attimo, si doveva conciare il cadavere a festa per l’ arrivo imminente dei parenti. Marisa aveva con se il vestito di quando si erano sposati vent’anni prima e il destino volle che lui lo misurasse una settimana prima perché voleva rimetterselo, perché voleva risposarla Marisa per l’anniversario di nozze. Gli andava ancora bene, magari la giacca stringeva un po’, ma a lasciarla aperta non si notava quasi. Aveva cinquant’anni e ancora tutti i capelli neri, faceva dieta e andava in palestra. Gli venne un infarto lo stesso, alla faccia di Luciano Onder e della sua rubrica in tv.
Di lì a poco sarebbero arrivati i parenti e gli amici e chissà se lui da qualche parte avrebbe potuto vederli e magari consolarli o se ne sarebbe rimaste in disparte da qualche parte a far festa con Ayrton Senna e tutti gli altri.

In obitorio accorrono parenti e amici per l’ultimo saluto, sulla porta Marisa attende

Quanto mi dispiace…ma come è possibile, stava bene, era sportivo…regolare…
E’ successo così all’improvviso, dormiva
Non se ne sarà neanche accorto
Speriamo, spero non abbia sofferto
Vado a vederlo, tu, vieni con me?
No, non ce la faccio, ho paura mi rimanga negli occhi su quel tavolo di marmo, non lo sopporterei
O.K. allora io…
Si, vai a darle l’ultimo saluto, vai

La sala dell’obitorio dove avevano messo Claudio era fredda e c’era poca luce, accanto a lui c’era un vecchio con i capelli bianchi e un frac, lui era così rigido, l’ espressione era di un sorriso cristallizzato, da fotografia, sembrava in posa chissà per quale provino. Gli occhi di Giovanni , il cognato gli scrutavano il viso, sembrava contento di essere morto il povero Claudio e questo pensiero , vero o falso, era consolatorio. Gli occhi scesero sul petto, su quel crisantemo rosso che gli spuntava dal taschino, uguale a quello che aveva messo il giorno del suo matrimonio. La moglie aveva ragione , la giacca era un po’ stretta ma non sembrava ridicolo, solo benestante . Gli occhi scesero ancora e per un attimo la bocca inconsapevolmente tradì un sorriso, automatico come quelli che escono spontanei durante i film comici.
I pantaloni tiravano all’inguine ed era inconfondibile, Claudio morto era in piena erezione.
Giovanni subito si ricompose, non stava bene ridere all’ obitorio, ma quello spettacolo così grottesco e irreale al tempo stesso faceva ridere e fu costretto ad uscire dalla stanza.
Uscì ridendo e Marisa gli corse incontro.

Cosa succede
Perché ridi?
Niente

ma non gli riusciva di trattenere le risate

No, non deve essere niente, dai dimmelo
Beh… Ho detto niente, davvero
non è facile, è imbarazzante e boh…
Cosa mio marito è morto, cosa è imbarazzante!!
Entra tu stessa e lo vedrai, entra!

C’era un ombra leggera che non poteva essere chiamata luce, era un’ombra chiara, come una calza di nylon sulla telecamera, tutto così opaco, così non-vivo, tutto. La morte aveva preso tutto.
Claudio era lì. Quante storie passate insieme e questa storia, che non passa. Le labbra immobili, le mani con le unghie blu e quel sangue stagnante nelle vene, è questo ora il mio amore.
Poi lo sguardo scende.
Cosa?

il suono uscì dalle labbra involontario e un sorriso esile come un brivido ruppe le lacrime
Carla uscì dalla stanza senza piangere, scuotendo la testa e pensando a come era potuto succedere .
Dopo di lei quel giorno andarono a trovare Claudio, amici e parenti e tutti se ne accorsero, chi non disse niente per pudore, chi scoppio a ridere, chi pensò fosse normale e fu felice di poterselo trovare dritto per l’eternità, chi ne dedusse conclusioni, che lui stesse facendo l’amore o che si stesse masturbando al momento del trapasso o che stesse guardando un film porno o lo stesse sognando e tante altre ma la verità, forse, la disse solo la nipotina di tredici anni Maria:
Claudio l’aveva semplicemente duro da morire!