Dicono di noi

Questa pagina ospita le recensioni che le persone che sono state alla Bottega dello scrittore o che hanno usufruito dei servizi che offre ci hanno inviato spontaneamente. Ovvero, come si usa dire adesso, i feedback.

Rita Roberti, partecipante alle lezioni individuali di scrittura 2012 e al laboratorio di teatro 2013, scrive:

Rita Roberti_IMG_01

 

Mi viene in mente un luogo, la Bottega delle Meraviglie, con un Dustin Offman -mago ed una Natalie Portman insicura e bisognosa di credere , per ritrovare le sue capacità.
Poi, mi viene in mente un’attinenza, oltre che un’assonanza: la Bottega dello Scrittore .
Per me, introversa, insicura, silenziosa, potermi esprimere con altre forme, che tirassero fuori la parte mia più ricca e colorata, era sempre stata un’utopia che con gli anni è finita, incrostata di scetticismo, in un vecchio cassetto.
Conoscere Chiara è stato riaccendermi.
Ricordo il nostro primo incontro, la mia prima lezione. Lei mi propose un gioco: un foglio, una penna, alcune parole, del tempo. Non so cosa abbia fatto Chiara, la maga di quella bottega, ma alla fine dell ‘ora io avevo fra le mani, nato tutto da me, lo scheletro di una storia. Settimana dopo settimana, poi, ricordo che le parole uscivano fuori da qualche meandro della mia anima per posarsi sulla carta, a comporre le immagini, trasponendosi dal pensiero alla descrizione, quasi simultaneamente.
Lei, silenziosa, ascoltava, fissando in basso i suoi occhi chiari.
A volte pronunciava alcune parole. Forse magiche perché , in un guizzo d ‘ispirazione d ‘un tratto stravolgevo, correggevo, spostavo ed ecco, l’equilibrio tornava perfetto.
20 km di traffico mi separavano dai miei pomeriggi alla bottega. Ma contavo i giorni, per andare a lezione, per ritagliarmi quei pomeriggi in cui perdevo la cognizione di tempo e spazio e mi immergevo nelle mie pagine, che Chiara mi accompagnava ad accendere davvero magicamente.
Così, senza quasi accorgermene, sono nati i capitoli. Poi il romanzo.
Il mio Romanzo.
Scrivere non è semplicemente raccontare. L ‘ho appreso con lei. Per ogni mio capitolo che creavo, e che sottoponevo alla sua minuziosa analisi di insegnante e scrittrice, imparavo che ogni volta che si crede di sapere, bisogna ancora cominciare a conoscere.
Martina, invece, è subentrata l ‘anno successivo.
Ancora entusiasta della mia esperienza con lo scrivere, sono stata invitata da Chiara ad un incontro con questa attrice, con la quale stava attivando un corso di teatro.
Di Martina mi colpì subito il sorriso, frizzante di energia, limpido ma anche (cosa per me fondamentale) rassicurante . Lavorare con lei è stato sentirsi non solo allievi , ma tutti parte di un progetto . Con lei è stato lavorare insieme, scegliere insieme a volte l ‘ espressione più adatta, l’atteggiamento più fluido, guardarci in silenzio e pensare. È stato il prodigio di vedere me e i miei compagni di corso trasformarci in altri personaggi, pur mantenendo visibile ciascuno la propria personalità, scelta delicata di un’insegnante attenta e sensibile. È stato aprirci strato dopo strato per mettere a nudo ogni volta qualcosa di noi, ancora a noi stessi sconosciuto.
Poi c ‘è il ricordo del palcoscenico di quel teatro al centro di Roma: dietro le a quinte a spiare il pubblico, le mani fredde, e il sorriso nervoso, noi attori così come Martina, emozionata insieme a noi.
E stringercele, quelle mani, noi e lei.
Ci sono cose nella vita che ci passano sopra senza lasciare particolari tracce e poi ci sono cose che restano impresse nella memoria, come sapori sul palato, profumi nelle narici.
Di quel tempo mio resta vivida la sensazione di aver conosciuto uno spicchio di mondo pieno di sensazioni colorate, che ignoravo.
E di aver imparato che non esistono sogni arrugginiti, ma sogni che abbiamo scelto noi di non voler vivere.
Grazie a Chiara e a Martina, per ciò che hanno fatto, per ciò che hanno dato, per ciò che da loro ho imparato.
Grazie alla Bottega dello Scrittore.
La bottega delle meraviglie.
Grazie di cuore.

Andrea Mauri, partecipante al laboratorio di scrittura creativa 2012 scrive:

ANDREA MAURI

La “Bottega dello scrittore” forgia talenti. Altrimenti non sarebbe una bottega. Nel mio caso è stata utile a sbloccare il timore reverenziale che avevo verso i grandi della letteratura e che mi impediva di cimentarmi con il foglio bianco non appena mi sfiorava il pensiero di mettermi a scrivere.
Il corso organizzato dalla Bottega è stato il primo in assoluto che ho frequentato e mi sono sentito subito a mio agio. Grazie all’idea di scrivere un romanzo collettivo. Noi aspiranti scrittori, prima di arrivare alla fase di riordinare pensieri, sentimenti ed emozioni nero su bianco, ci siamo confrontati insieme su trama, personaggi e sotto trame della storia che andavamo costruendo. Questo ragionare in gruppo , incontro dopo incontro, faceva crescere la voglia di scrivere le idee che ci venivano in mente, fino a quando questa esigenza è diventata talmente forte da buttare giù la storia che si stava dipanando. E sono arrivate le riflessioni sulle tecniche migliori per rendere il racconto accattivante.
Poi, il passo successivo. La lettura in pubblico di quello che avevamo scritto. Il mettersi a nudo davanti a degli sconosciuti. L’esporre le parti più intime che inevitabilmente emergevano nella storia in via di formazione. La voce tremava la prima volta (a dirla tutta trema ancora adesso e forse tremerà sempre), accorgendosi però che l’emozione era di tutti. Che tutti soffrivamo insieme e che quello che scrivevamo ci emozionava.
Grazie agli incontri alla “Bottega dello scrittore” ho smesso di pensare, quando scrivo, che ci sono autori grandi, ineguagliabili, irraggiungibili. Ho invece iniziato a pensare che quando si scrive con passione e si instaura un rapporto sincero con i lettori, senza prenderli in giro con artifici di facile fattura, i risultati arrivano. Perché al lettore attento non sfugge nulla.