download (4)

Mitologia dello Scrittore VIII: La Fantasia

La fantasia non è una dote innata. È un muscolo da esercitare.
“Buu non è vero, io sono una persona molto fantasiosa, da piccolo mi inventavo un sacco di storie”. Facciamo una distinzione tra le bugie espresse nell’infanzia (processo fisiologico in cui la mente del bambino fa confusione tra memoria e immaginazione) e i racconti. Le prime sono il frutto incontrollato della sperimentazione del bambino con il linguaggio, mentre i secondi sono una elaborazione della realtà in cui un autore propone valori e idee (per lo più per bocca del protagonista della storia) e fronteggia controvalori e difetti (impersonificati da uno o più antagonisti). Nel mezzo c’è una trama.

Detto questo, per dire di avere fantasia non basta aver detto una volta ai genitori che ci si era lavati i denti e invece non era vero, ma bisogna saper costruire meccanismi narrativi in ogni momento.

È un’abilità, esattamente come correre veloce per il corridore o saper guidare in sicurezza per l’autista.

Un poeta, da bravo artigiano di parole qual è, sa perfettamente come costruire endecasillabi e terzine, ma per farlo ha dovuto passare molto tempo a valutare le sillabe e a studiare componimenti per capire come ottenere una buona poesia, alla faccia della fantasia. Ancora una volta: scrivere esige impegno e studio. So che questo discorso ammazza l’idea romantica del poeta che colto da mal di vivere, dolore dell’anima, cuore infranto e fegato ingrossato si consola con inchiostro e carta, ma è la verità: non basta un amore non corrisposto o la cirrosi per declamare qualcosa di bello.

Ma come si esercita la fantasia? Come si incrementa questo potere?

La fantasia, secondo una definizione diffusa, è la facoltà che porta a idee non legate alla realtà ma anche ciò che conduce a creazioni artistiche. Per me, la fantasia è l’espressione della curiosità per i mondi interiori che nascono in ognuno di noi. È la creatività con cui evochiamo risposte nate in questi mondi interiori. È il frutto della coraggiosa impresa di chi entra nella tana del Bianconiglio, di chi regge la fiamma di Prometeo e parla al Piccolo Principe: questi sono esempi di luoghi, oggetti e persone che nascono nella fantasia di qualcuno e risuonano nell’universo personale che ci creiamo.

Volete sviluppare la fantasia come fosse il bicipite marmoreo del culturista?

Leggete.

E scrivete.

Salvatore Pireddu