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Mitologia dello scrittore V: La Sintesi e l’Aggettivo a Doppio Taglio

La capacità di sintesi è una delle qualità che più invidio ad una mia amica scrittrice, Marianna Rocco, autrice del blog “Onarismi et onanismi”. In poche parole riesce a dar vita a immagini vivide, cariche di emozioni, raccontando una storia intera e lasciando l’impronta delle sensazioni che vuole trasmettere.
La capacità di sintesi sta anche nel saper dosare gli aggettivi.
Il poeta Amado Nervo diceva che, quando esagera, l’aggettivo uccide, e aveva ragione.

Quando scrivete, ponetevi questa domanda: “ho davvero bisogno di questo determinato aggettivo per questa descrizione?” In generale, limitatevi sempre ad un solo aggettivo per volta. Se il vostro personaggio è basito, impaurito e un po’ scocciato c’è qualcosa che non va: anzitutto, dovreste provare a mostrarmi un volto con una simile accoazzaglia di espressioni (fatevi pure una foto e mandatela al nostro sito), in secondo luogo, pensate a quale sia l’emozione preponderante e come farla vedere al lettore senza giri di parole.
Per restare in tema, prendendo esempio dalla mia amica, concludo qua l’articolo per non dilungarmi inutilmente.

Salvatore Pireddu